ABOUT
  • Elvio Marchionni
  • Spello , PG
  • info@elviomarchionni.it
  • +39 0743556434

  Elvio Marchionni nasce a Spello nel gennaio del 1944. Frequenta l’Istituto d’Arte Bernardino di Betto di Perugia dove approfondisce le tecniche pittoriche medioevali. Comincia a dipingere prestissimo con un incessante sperimentare tecniche per raffigurare e rappresentare l’armonia della persona interiore con quella esteriore che vive e combatte nel reale.. Gli studi all’Accademia e le esperienze presso illustri personalità della cultura e del restauro e conservazione di dipinti antichi, conducono il suo dipingere ad una consapevolezza del passato come essenza ed estensione nel futuro. Fin dalle prime mostre avvenute negli anni ’70 è evidente lo studio degli antichi maestri fino a sperimentare la materia logorata dal tempo e dalle intemperie. Marchionni dal ruvido intonaco estrae la figura, la sua idea del bello: simmetria, equilibrio tra masse, forme, linee e colori. Studia i classici, le proporzioni divine dei grandi maestri, conosce l’arte del dopoguerra e le avanguardie venute dall’America negli anni ’60. Il suo colloquio con i protagonisti della pop art fino alla transavanguardia è evidente anche se lui però non estremizza con colori squillanti, tutto è soffuso, lieve, ma tuttavia innegabilmente presente. Negli anni ’80 espone a Parigi, Madrid; California, Heidelberg. Celebra gli “strappi” per la prima volta nel 1981 a Foligno, le tonalità del supporto che si armonizzano esaltando il soggetto, danno all’insieme il mistero di un’opera astratta, ma leggibile. Nel ’90 espone a Foggia, Belluno, Brindisi. In questo periodo si trasferisce nel suo nuovo studio e in questo spazio il suo rapporto con il “tempo” assume connotazione particolare: il fascino delle pietre, i colori della calce e della muffa, la continuità della memoria del passato con la realtà del presente trovano via nella realizzazione dei pavimenti. Nel ’99 diventa parte del gruppo di Art’è per cui esegue l’illustrazione di libri come le storie e i fioretti di S. Francesco, l’Iliade, i Vangeli, il Decamerone e l’Orlando Furioso. Con la mostra alla rocca di Vieste del 2004, la ricerca estetica ritorna al simbolismo e al disegnato. Ad Accadìa e a Foggia espone in due mostre intitolate “Strappi” utilizzando come supporti esclusivamente gli intonaci vecchi, strappati nelle case abbandonate dell’Umbria e dell’entroterra foggiano. Sempre in questo periodo organizza la “Bottega d’Arte Opus” in cui si formano nuovi giovani artisti, e sperimenta nuove tecniche di raffigurazione tridimensionale avvicinandosi alla scultura dei bassorilievi. Nel 2006 riceve dal Vescovo di Foligno l’incarico per decorare l’abside della chiesa di Scopoli e della cappella del Sacramento al Duomo di Foligno. Nell’agosto del 2009 si materializza un altro progetto che Marchionni ha a lungo pensato ed elaborato, la creazione della Fondazione Elvio Marchionni. Nel 2012 espone a Terni e nel febbraio del 2013 alla Rocca Paolina di Perugia. Nel giugno 2013 gli viene richiesto, da Mons. Fortunato Frezza, cappellano dei medici vaticani, di proseguire l’opera dell’artista Dina Bellotti, “la ritrattista dei pontefici”deceduta nel 2003, eseguendo i ritratti, a matita e carboncino, dei papi Benedetto XVI e Francesco.  

LAVORI
Pittore

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Scultore

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Decoratore

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OPERE
Dipinti

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Strappi

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Sculture

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EXPERIENCE

Artista 2007 - 2016

di Alberto D’Atanasio

Elvio Marchionni nel 2007 organizza con un gruppo di amici, esperti ed estimatori la fondazione Marchionni con l'intento di far memoria non solo del suo fare arte, quanto e piuttosto con l'intento di trasferire le conoscenze, il sapere, i ricordi di tanta esperienza maturata. Il suo intervento si traduce in vera azione didattica che più che ai giovani e agli adulti viene rivolta ai bambini. Nei bambini Elvio vede il germe puro in cui la percezione dell'artista si manifesta sempre, nella sua piena libertà. Dopo tutto passa, racconta il Maestro, i condizionamenti della scuola, degli adulti, riducono quel magico essere in un antro nascosto. Pochi sono quelli che con coraggio, riescono a far in modo che quell'antro non si chiuda o si riapra più avanti. Successivamente partecipa a tre mostre ufficiali del Festival “dei due mondi” di Spoleto a cura di Alberto D'Atanasio e Nazzareno Miele. Il titolo delle tre edizioni è “Arte in Terapia”, lo scopo è di portare estro, colore e le magie delle arti là dove per antonomasia gli antri hanno i monocromi della sanità italiana e il grigio del dolore. In questo periodo Elvio Marchionni matura una consapevolezza, insolita per uomini della sua età e con un percorso simile al suo, non si limita a guardare gli orizzonti raggiunti, le mete conquistate. La sua ricerca è continua, si espande e approfondisce della teologia raccontata e vissuta insieme a un grande teologo prematuramente scomparso nel 2015, Mons. Sensi Don Mario.

Con lui Marchionni ha colorato il linguaggio della sua Filosofia estetica. Le sue opere si aprono a nuovi spazi e nuove luminosità. In questo periodo viene proposto da Mons. Frezza Don Fortunato quale ritrattista in Vaticano per la sala espositiva della direzione sanitaria della Santa Sede. Suoi sono i ritratti degli ultimi due pontefici, Benedetto XVI e Francesco. Le opere di questo periodo si distinguono in una struttura e in una scala cromatica che in germe si era già notata nella Madonna delle rose di Scopoli e nella Madonna del Sacro Cuore di Nocera Umbra scalo. I bozzetti e le tele in preparazione per il battistero della cattedrale di Foligno, commissionati dalla Curia Folignate, evidenziano questa nuova ricerca.

Artista 2007 - 2016

La pittura, la scultura sono ora come speculum dove l'uomo prende conoscenza e consapevolezza del tempo che inesorabilmente scorre e dei tempi che l'uomo - artista filtra con la sua ineffabile eppur concreta coscienza. Gli spazi dove Elvio crea e vive si trasformano, non diventano più ordinati e meno ingombri, è piuttosto come se il caos si trasmutasse per volontà di una donna - dea in Cosmo, summa bellezza. È così che lo spazio e la luce trascendenti del dipinto si effondono nello spazio e negli ambiti reali, immanenti. La sua ricerca teologica lo porta ad approfondire gli atti degli apostoli e i vangeli, ed è in questo tempo che per l'Arcivescovo di Siena dipinge la cena di Emmaus. Su commissione di Mons. Frezza Don Fortunato dipinge il frontespizio dell’edizione della Bibbia in uso negli ambienti della Santa Sede. In questi ultimi tempi la sua ricerca si fa più personale, a tratti più intima. Notevoli sono gli sprazzi di colore che emergono da ambienti architettonici monocromi, altrettanto esemplari sono gli studi di nudo in cui rivela la sua consapevolezza della Veritas che nell’Idea Neoplatonica prendeva evidenza nel simbolo della nudità al femminile.
Alberto D’Atanasio

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